05/12/17

26/11/17

IL NEOREALISMO

Non è facile dare una definizione di Neorealismo, dal momento che non si tratta tanto di un movimento culturale o di una corrente letteraria dal manifesto poetico ben definito quanto di una tendenza e di un "clima" complessivo della cultura e della narrativa italiana degli anni ‘40-’50.

14/11/17

PRIMO LEVI

Scrittore (Torino 1919 -1987). Ha offerto una delle più alte testimonianze sulla tragica realtà dei lager in Se questo è un uomo (1947), dove ha descritto la sua esperienza di ebreo deportato ad Auschwitz; la sua successiva produzione ha indagato la produzione industriale, volgendosi poi nuovamente al tema delle persecuzioni razziali (Se non ora, quando?, 1982; I sommersi e i salvati, 1986).

COMPENDIO DI STORIA ITALIANA DAL 1861 AL 1913


1861- 1876

L'Italia unita (26 milioni di abitanti) ha molti problemi. Bilancio dello stato deficitario, analfabetismo (78% della popolazione), arretratezza del Meridione ('61-'65: brigantaggio; Dossier Sonnino), ferrovie limitate (2.500 km). Vi era da completare l'unificazione territoriale (Veneto e Roma).
Il parlamento diviso in Destra (Cavour e i suoi simpatizzanti) e Sinistra (esponenti legati alle correnti democratiche del Risorgimento).
Morto Cavour (6 giu. '61)  Destra al governo. Inasprimento fiscale, estensione a tutto il Regno dello Statuto Albertino, unificazione degli apparati amministrativi, finanziari, monetari, doganali.
Potenziamento delle ferrovie (8100 km nel 1876). 1862: primo tentativo di annessione del Veneto (Garibaldi fermato da Rattazzi dopo le pressioni di Napoleone III), quindi di Roma (29 ago.: massacro dell'Aspromonte).
1864: Convenzione di settembre. Annunciato lo spostamento di capitale a Firenze (1865).
1866: alleanza con la Prussia contro l'Austria. Giu. - ago.: guerra vinta grazie ai prussiani. 3 ott.: la Pace di Vienna porta all'Italia il Veneto.
1867: nuovo fallimentare tentativo garibaldino per liberare Roma (Villa Glori e Mentana). 20 sett. 1870: Iontani i Francesi (Guerra franco-prussiana), Roma viene conquistata.
Maggio. '71: Legge delle Guarentigie per i rapporti Stato-Chiesa.
Pio IX emana il Non expedit  che proibisce ai cattolici di votare. 
1877-1913

Agostino Depretis uomo nuovo della Sinistra al governo. Riforma per l'istruzione obbligatoria (1877) ed elettorale (1882). Abolizione della tassa sul macinato (1879).
Inizia la sfortunata politica coloniale: nel genn. '87 gli Etiopici massacrano a Dogali 500 italiani.
29 lug.: morte di Depretis. Il governo a Francesco Crispi, nazionalista, ammiratore di Bismarck.
1888: guerra commerciale alla Francia. Leggi sulla sanità pubblica (1888) e codice penale Zanardelli (1889).
2 magg. '89: Trattato di Uccialli con l'Etiopia. L'Eritrea ufficialmente colonia (5 magg.). '91: dimissioni. '92: nasce a opera di Turati il PSI (Congresso di Genova).
'92-'93: primo governo Giolitti.
Fasci siciliani. Non intervento governativo. Scandalo della Banca Romana e dimissioni di Giolitti. Torna Crispi: usa la forza in Sicilia, clima da “patria in pericolo”.
1896: dopo la sconfitta di Adua a opera degli Etiopici, Crispi si dimette.
1898: Milano, moti per il carovita; Bava Beccaris spara sulla folla (80 morti); arresti, rigurgiti reazionari.
1899: il primo ministro Pelloux presenta progetti di legge anti-liberali. Alle elezioni di giugno affermazione della Sinistra. Forte ripresa industriale.
Dal 1903 governi Giolitt(fino al '14). Progressi in tutti i campi, miglioramenti della legislazione sociale.
1906: nazionalizzazione delle ferrovie.
1909-1911: Guerra di Libia.
1912: suffragio universale maschile.
1913: Patto Gentiloni. Polemiche per questa mossa e dimissioni di Giolitti.

13/11/17

Matilde Serao

Un'altra forma di "verismo" è rappresentata da Matilde Serao


Matilde Serao nacque nel 1856 a Patrasso da padre napoletano e da madre greca. Alla caduta del Regno borbonico, la famiglia si trasferì a Napoli, dove Matilde nel 1874 conseguì il diploma di maestra presso l’istituto Pimentel Fonseca di Piazza del Gesù. Si impiegò quindi come ausiliaria ai Telegrafi di Stato, mentre nel tempo libero iniziò a coltivare interesse per la letteratura ed il giornalismo. L’esordio come scrittrice avvenne nel Giornale di Napoli, dapprima con articoli d’appendice, poi con novelle in cui si firmava con lo pseudonimo di Tuffolina .

02/11/17

NATURALISMO, VERISMO, VERGA


Introduzione al Naturalismo

Gli scrittori veristi italiani nell’elaborare le loro teorie letterarie  e nello scrivere le loro opere, prendono le mosse, sia pur con sensibili divergenze, dal Naturalismo che si afferma in Francia negli anni Settanta dell'ottocento. .
     La parola “Naturalismo” compare per la prima volta in un saggio del 1858 del critico positivista Hippolyte Taine (1828-1893). D’altra parte lo stesso Taine nel 1865 darà un contributo alla teoria del romanzo e allo studio dei temperamenti umani mostrando che gli  individui sono sempre determinati da tre fattori: le leggi della razza  e dell’eredità, l’ambiente sociale, il momento storico (in francese: race, milieu, moment).

29/10/17

Il nome della rosa: un altro romanzo storico


SINTESI DEL ROMANZOIl bene­dettino Adso da Melk ormai vecchio racconta le vicen­de di cui fu testimone nel novembre del 1327 in un gran­de monastero benedettino del Nord Italia dove giunse come segretario del dotto francescano Guglielmo da Baskerville, incaricato di una delicata missione diplomati­ca. Dopo il loro arrivo, l'abbazia viene sconvolta da una serie di morti inspiegabili: prima il miniaturista Adel­mo, poi il monaco Venanzio, quindi l'aiuto biblioteca­rio Berengario, il monaco erborista e il bibliotecario Malachia. Durante i sette giorni di permanenza all'abbazia Gugliemo conduce le ricerche attraverso colloqui, in­terrogatori e osservando il comportamento dei frati. Ben presto comprende che i delitti muovono dalla bibliote­ca, la più grande della cristianità, costruita come un la­birinto il cui accesso è noto solo al bibliotecario. Nella biblioteca esiste poi una sezione finis Afrìcae a tutti inac­cessibile. Guglielmo e Adso riescono a penetrarvi e sciolgono il mistero. Gli omicidi sono opera dell'ex bi­bliotecario cieco Jorge da Burgos che ha voluto impe­dire la lettura di un libro secondo lui pericolosissimo: il secondo libro della Poetica di Aristotele dedicato al­la commedia e al riso e ritenuto perduto. Jorge convin­to che il libro potesse danneggiare la cristianità ne ha avvelenato le pagine e i frati che hanno tentato di leg­gerlo sono morti. Scoperto, Jorge preferisce morire: di­vora il libro avvelenato e da fuoco alla biblioteca.
_______________________________________________________________________________

Umberto Eco, Il nome della rosa, Milano, Bompiani, 1980
Rovistando tra le macerie trovavo a tratti brandelli di pergamena, precipitati dallo scriptorium[1] e dalla biblioteca e sopravvissuti come tesori sepolti nella terra; e incominciai a raccoglierli, come se dovessi ricomporre i fogli di un libro…Povera messe fu la mia, ma passai una intera giornata a raccoglierla,come se da quelle disiecta membra[2] della biblioteca dovesse pervenirmi un messaggio. Alcuni brandelli di pergamena erano scoloriti, altri lasciavano intravvedere l’ombra di una immagine, a tratti il fantasma di una o più parole…Larve di libri, apparentemente ancora sane di fuori ma divorate all’interno: eppure qualche volta si era salvato un mezzo foglio, traspariva un incipit, un titolo…Raccolsi ogni reliquia che potei trovare, e ne empii due sacche da viaggio. Lungo il viaggio di ritorno e poi a Melk passai molte e molte ore a tentar di decifrare quelle vestigia[3]. Spesso riconobbi da una parola o da una immagine residua di quale opera si trattasse. Quando ritrovai nel tempo altre copie di quei libri, li studiai con amore, come se il fato mi avesse lasciato quel legato[4] , come se l’averne individuato la copia distrutta fosse stato un segno chiaro del cielo che diceva tolle et lege[5]. Alla fine della mia paziente ricomposizione mi si disegnò come una biblioteca minore, segno di  quella maggiore scomparsa, una biblioteca fatta di brani, citazioni, periodi incompiuti, moncherini di libri. Più rileggo questo elenco più mi convinco che esso è effetto del caso e non contiene alcun messaggio. Ma queste pagine incomplete mi hanno accompagnato per tutta la vita che da allora mi è rimasta da vivere, le ho spesso consultate come un oracolo[6], e ho quasi l’impressione che quanto ho scritto su questi fogli, che tu ora leggerai, ignoto lettore, altro non sia che un centone[7]che non dice e non ripete altro che ciò che quei frammenti mi hanno suggerito, né so più se io abbia sinora parlato di essi o essi abbiano parlato per bocca mia. Ma quale delle due venture[8] si sia data, più recito a me stesso la storia che ne è sortita, meno riesco a capire se in essa vi sia una trama che vada al di là della sequenza naturale degli eventi e dei tempi che li connettono. Ed è cosa dura per questo vecchio monaco, alle soglie della morte, non sapere se la lettera[9] che ha scritto contenga un qualche senso nascosto, e se più d’ uno, e molti, o nessuno. Ma questa mia inabilità a vedere è forse effetto dell’ombra che la  grande tenebra che si avvicina sta gettando sul mondo incanutito…Non mi rimane che tacere. O quam salubre, quam iucundum et suave est sedere in solitudine et tacere et loqui cum Deo![10] Tra poco mi ricongiungerò col mio principio, e non credo più che sia il Dio di gloria di cui mi avevano parlato gli abati del mio ordine, o di gioia, come credevano i minoriti [11]di allora, forse neppure di pietà. Gott ist ein lautes Nichts, ihn rührt kein Nun noch Hier[12] . Mi inoltrerò presto in questo deserto amplissimo, perfettamente piano e incommensurabile, in cui il cuore veramente pio soccombe beato. Sprofonderò nella tenebra divina, in un silenzio muto e in una unione ineffabile, e in questo sprofondarsi andrà perduta ogni eguaglianza e ogni disuguaglianza, e in quell’abisso il mio spirito perderà se stesso, e non conoscerà né l’uguale né il disuguale, né altro: e saranno dimenticate tutte le differenze…Fa freddo nello scriptorium, il pollice mi duole. Lascio questa scrittura, non so per chi, non so più intorno a che cosa: stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.[13]

Si tratta delle ultime pagine del romanzo. E’ evidente che la trattazione è metaletteraria: nelle parole del monaco Adso sentiamo che Eco  parla della sua stessa  scrittura.  della sua modalità di raccolta-assemblaggio- rifacimento di tanti altri testi precedenti, a volte in chiave parodica, a volte come citazione seria (”…una biblioteca fatta di brani, citazioni, periodi incompiuti, moncherini di libri…”) La convinzione è che nulla di nuovo si possa più scrivere, eppure si debba ancora scrivere, o meglio ancora, narrare storie. Si tenga conto che al principio del romanzo si parla di un manoscritto ritrovato, evidente rinvio a Manzoni.
L’altro riferimento interessante è il rivolgersi diretto all’ignoto lettore, con una richiesta di comprensione. Il testo è un capisaldo della letteratura postmoderna, anche per il commento che Eco ne fece e la sua teoria della lettura possibile su livelli diversi.
In classe questo brano può aprire la discussione proprio sulla scrittura fatta di altre scritture, di infiniti rimandi, come un puzzle.






[1] scriptorium: la zona della biblioteca in cui si copiavano i manoscritti.
[2] disiecta membra: parti staccate
[3] vestigia: resti
[4] legato: compito
[5] tolle et lege: prendi e leggi.
[6] oracolo: sentenza di indovino
[7] centone: elemento di scarto, roba copiata
[8] venture: possibilità
[9] lettera: qui nel senso di testo
[10] O quam…Deo:  “O come è salutare e gioioso e soave sedere in solitudine e tacere e parlare con Dio!
[11] Minoriti: francescani dell’ordine minore
[12] Gott…hier:
[13] stat … tenemus: la rosa esiste in primo luogo nel nome, possediamo solo i nomi. 

23/10/17

Il romanzo storico? Elsa Morante e LA STORIA

Risultati immagini per foto morante elsa

 Biografia della scrittrice
E’ curioso il gioco dei nomi nella vita di Elsa Morante.
Nata a Roma da Irma Poggibonsi e Francesco Lo Monaco, suoi genitori naturali, ebbe come padre legittimo Augusto Morante, marito della madre. Il suo cognome perciò, dal suono particolarmente eufonico, è un obbligo d’anagrafe, ma anche una sorta di pseudonimo legale, un ‘doppio’ di nascita. Segno, questo, che si sposa benissimo con la natura immaginifica e segreta di Elsa.


15/10/17

Il romanzo storico: La lunga vita di Marianna Ucrìa

BIOGRAFIA DI DACIA MARAINI:
http://www.daciamaraini.com/biografia.shtml

un milione di marianna ucria

Qui trovi tutte le informazioni sul romanzo

https://it.wikipedia.org/wiki/La_lunga_vita_di_Marianna_Ucr%C3%ACa

UN SILENZIO CHE FA RUMORE  (DI sONIA FASCENDINI)

Questo romanzo inizia in modo inquietante. Una bambina di sette anni viene accompagnata dal padre ad assistere ad un'impiccagione. La ragione? La ragazzina è sordomuta, probabilmente a seguito di un trauma e quindi si pensa che un altro spavento possa farle tornare la parola. La cura per fortuna non provoca danni peggiori del male che vuole guarire.
Siamo agli inizi del settecento in Sicilia nella casa di Marianna, una delle figlie di un nobile e ricco possidente. La bambina ad appena tredici anni viene data in sposa ad uno zio che ha parecchi decenni più di lei. Nonostante la sua infermità che potrebbe relegarla ad un ruolo di secondo piano fa sentire il suo pensiero e trascorre una vita molto più piena di molte altre persone. Ubbidiente e rispettosa verso il marito per educazione, per natura non gli sarà mai succube. Attenta ed amorevole verso i figli non li perderà mai d'occhio, ma senza farli diventare mammoni nè diventarne dipendente. Appassionata di libri darà scandalo per le sue letture progressiste, ma nella vità sarà sempre legata alle tradizioni e ai propri principi. Rispetterà e riverirà i genitori come da educazione ricevuta, ma questo non minerà la sua obiettività verso di loro. Conoscerà le varie forma dell'amore, quello egoista e crudele prima e poi quello sincero: appassionato ma allo steso tempo puro. Viaggerà molto: prima con la mente saltando di pagina in pagina dei numerosi libri di cui si circonderà e poi in modo reale passando con naturalezza da alberghi lussuosi a stamberghe infestate dai pidocchi.
Questo non è solo un romanzo che ci parla di una donna capace di imporsi pur avendo a disposizione solo delle armi spuntate. Ci parla anche della condizione femminile. La modernità ed audacia di Marianna è tanto più evidente se paragonata con la madre, le sorelle e le figlie. Tutte rassegnate al loro destino di oggetti di scambio. Sistemate in convento o cedute a ricchi uomini come fattrici e come pegni per accordi finanziari. Ognuna di loro si rifugia in quello che può. In un amore per i figli che le annulla, nel laudano, tra le braccia dell'amante. Ma nessuna di loro sarà mai se stessa. Peggiore ancora il confronto con la vita di contadine, cameriere e serve. Obbligate ad ubbidire a marito padroni e figli, queste ragazze si accontentano delle briciole e devono pure ringraziare.
Stile abbastanza scorrevole, salvo alcune parti decisamente pesanti. Nel complesso però sarebbe uno di quei libri che si divorano in poco tempo, se non fosse che parecchi sono gli spunti di riflessione. parecchi anche i riferimenti storici che stimolano ad approfondire la conoscenza di quel periodo.

02/10/17

Berger o del guardare

PROGRAMMA RADIOTRE:

http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-cd746187-4367-4964-ab19-0328c5c48f12.html


Il vedere viene prima delle parole. Il bambino guarda e riconosce prima di essere in grado di parlare. 

"Ogni cosa comincia con la pelle, la carne, la superficie di quel corpo, l’involucro di quell’anima. Che il corpo sia nudo o vestito, che l’estensione di quella pelle sia delimitata da una frangia di capelli, dalla scollatura di un abito, o dal profilo di un torso o di un fianco, fa poca differenza. L’unica cosa che conta davvero è se il pittore ha, o non ha, oltrepassato la linea di confine di quell’intimità immaginaria al cui limite estremo ha inizio una tenerezza vertiginosa. Ogni cosa comincia con la pelle e con ciò che la delimita. Ed è lì che trova anche la sua completezza.

Quando si disegna qualcosa di vivo – sto pensando a una pianta, un animale o un viso e tralasciando un ponte o un cumulo di pietre, ma si tratta di una distinzione del tutto falsa, perchè sono vivi anch’essi, vivi in modo diverso, sono inanimati ma non morti – ok, quando si disegna qualcosa di vivo, in definitiva si disegnano le tracce di quel che gli è capitato fino al momento in cui hai cominciato a osservarlo, le tracce di come è diventato fisicamente se stesso o, nel caso si tratti di un volto, di come quella faccia, attraverso l’esperienza che si intravede dietro a essa, sia diventata quello che è. Perciò mi sembra che disegnare sia osservare le tracce di come la cosa che si sta guardando sia diventata se stessa. Il che ha naturalmente molto a che vedere con l’argomento di cui stiamo parlando: come si racconta una storia.!

Anteprima del libro di John Berger, Questione di sguardi, Il Saggiatore


IL FILM JONAS CHE AVRA' VENT'ANNI NEL DUEMILA (Alan Tanner, sceneggiatura Berger)

https://youtu.be/0VG0IhpS_1s


25/09/17

Alessandro Manzoni e il romanticismo italiano

Appunti su Illuminismo e Romanticismo
Gennaro Tedesco - 18-01-2014
Se l'Illuminismo sembra essere un tipico movimento intellettuale progressista, non dobbiamo credere che il Romanticismo sia necessariamente il contrario.
L'illuminismo nasce e si sviluppa per opera di intellettuali europei della fine del ' 700 in funzione del riconoscimento oggettivo, politico dello status di classe generale ed egemone della borghesia europea.
La genericità dello slogan rivoluzionario caratteristico della Rivoluzione francese , libertà, uguaglianza e fraternità, non è a caso. Questi tre valori così generici e vaghi servono ad aggregare il consenso intorno ad una borghesia che, altrimenti, farebbe fatica ad ottenerlo.
Una volta che, però, la spinta ideologica e rivoluzionaria della borghesia francese si è esaurita, ad esempio l'Italia e la Germania, o meglio, gli intellettuali borghesi di questi due Paesi, scoprono si di aver contribuito all'affermazione della borghesia , ma di quella francese. Di qui, nei confronti dell'Illuminismo, più che una delusione, una revisione di certi atteggiamenti critici ed ideologici che passa attraverso un ventaglio di posizioni diversificate: il Romanticismo.
Se in Francia per parecchi intellettuali borghesi (Chateaubriand o in Savoia De Maistre) il nuovo ricompattamento intorno al Romanticismo significa il ritorno all'Ancien Règime, alla tradizione legittimistica cattolica e l'accettazione quasi entusiastica della Restaurazione metternichiana, in Germania, ma soprattutto in Italia, il Romanticismo assume dimensioni e sviluppi del tutto diversi e progressivi.

In Italia il Romanticismo diviene un correttivo dell'Illuminismo.
I valori antifeudali ed antiaristocratici, utilitaristici, della Rivoluzione francese non vengono perduti, anzi rafforzati dalla scoperta romantica del popolo nella sua dimensione originaria e nazionale. Ed è proprio il clima della Restaurazione metternichiana che rende sempre attuali in Italia quei valori eversivi della Rivoluzione francese corretti da un ritrovato spirito nazionale e quindi antiaustriaco della nostra intellettualità borghese. Nell'Italia della Restaurazione lo spirito rivoluzionario borghese della Rivoluzione francese diviene patrimonio del movimento nazionale borghese antiaustriaco.
La borghesia italiana comincia ad acquisire i tratti di una vera e propria borghesia proprio nel momento in cui rivendica la propria identità nazionale contro l'Austria nel periodo della Restaurazione metternichiana .
Un passo decisivo verso la ricerca di uno status ricapitolativo della situazione della borghesia italiana nel periodo del Romanticismo è dato dai " Promessi Sposi " di A. Manzoni. Nel romanzo storico di Manzoni troviamo i tratti distintivi dell'Illuminismo e del Romanticismo italiano: ricerca di un nuovo "rivoluzionario " linguaggio che sfocia nell'introduzione della lingua dell'uso contro l'accademismo linguistico, conseguente individuazione di un nuovo pubblico in senso lato borghese , formazione di un'opinione pubblica italiana che nella coincidenza della novità linguistica con i contenuti storico-nazionali (rifiuto istintivo dell'occupazione spagnola dell'Italia del '600, protagonismo sociale dei così detti " umili ", realismo) più facilmente e per la prima volta trova se stessa.


Hayez, ritratto di A. Manzoni con tabacchiera

18/09/17

17/09/17

Epica e romanzo - il romanzo moderno

Innumerevoli sono i romanzi del mondo. Ma come parlarne?  Per prima cosa, il romanzo è per noi un grande fatto culturale, che ha ridefinito il senso della realtà, il fluire del tempo e dell'esistenza individuale, il linguaggio e le emozioni e i comportamenti. Romanzo come cultura, dunque; ma certo anche come forma, e anzi forme, plurale, perché nella sua lunga storia si incontrano le creature piú sorprendenti, e l'alto e il basso si scambiano volentieri di posto, e i confini stessi dell'universo letterario diventano incerti. A volte, viene da pensare a Babele. Ma è proprio questa flessibilità che ha fatto del romanzo la prima forma simbolica davvero mondiale: una fenice che ovunque si trovi sa riprendere il volo, e ha l'astuzia di azzeccare sempre il linguaggio giusto per i suoi nuovi lettori.
CopertinaFranco Moretti 









Decadenza del genere epico / ascesa del romanzo = decadenza dell'aristocrazia / ascesa della borghesia
1.Ascesa della borghesia
  • Il romanzo moderno accompagna e al contempo riflette l’ascesa e l’affermazione della classe borghese dopo la Rivoluzione francese in ambito politico (crollo dell’ancien regime), economico (seconda rivoluzione industriale e nascita del capitalismo) e culturale (affermazione di una precisa gerarchia di valori legata all’utilitarismo e al materialismo borghese); semplificando, possiamo affermare che la borghesia soppianta l’aristocrazia, il mondo borghese con i suoi valori si afferma sul decadente mondo aristocratico che aveva dominato l’Europa sin da Carlo Magno (IX secolo).
2.Il tramonto del genere epico
  • Questa evoluzione ha il suo corrispettivo in ambito letterario: più si sviluppava e si affermava il romanzo e più tendeva a rarefarsi la produzione di poemi epici, un genere rimasto centrale e importante almeno fino al XVIII secolo. L’epos rappresentava sempre più un genere distante, portatore di valori ormai in declino e appartenenti a quell’aristocrazia di ascendenza medievale che aveva dominato in Europa fino alla rivoluzione francese; il romanzo, ben più dell’epos, in quanto genere nuovo, non vincolato da regole formali precise e libero dall’osservanza dei modelli classici del passato, si prestava a dar voce alle istanze e alla nuova visione del mondo della classe borghese in ascesa.
Perché il romanzodiventa il genere privilegiato per raccontare la realtà?
  • Il romanzo, come abbiamo visto, nasce ai margini del sistema letterario ufficiale che privilegiò sempre la poesia (in particolare nel 1500/1600 il genere epico e della poesia pastorale, come risulta evidente anche dalla biblioteca di Don Chisciotte) a discapito, per esempio, del romanzo cavalleresco e picaresco (che pure conobbero una straordinaria diffusione, ma sempre al di fuori del sistema letterario ufficiale, come dimostra peraltro la difficoltà di rintracciarne gli autori, il plagio continuo, il mancato riconoscimento dell'authorship, tutti elementi che caratterizzano, come abbiamo visto, la serie di romanzi cortesi-cavallereschi presenti nella biblioteca di Don Chisciotte).
  • Nel 1700 il romanzo diventa invece la forma letteraria dominante perché:
  • A)è un duttile strumento per rappresentare gli aspetti molteplici della società e insieme per analizzare sentimenti e passioni degli individui;
  • B)consente all'autore di esporre la sua concezione del mondo (es. in  R.Crusoe la fiducia incrollabile nel progresso e nella capacità dell'uomo di plasmare e dominare il mondo della natura), a volte con interventi diretti di commento (come avviene spesso nei romanzi di Defoe) oppure mediante la stessa strategia narrativa e quindi con una finzione di oggettività (es. la convinzione per cui l'uomo, grazie alle sue capacità tecniche e all'intelligenza, può sopravvivere anche in un ambiente ostile e renderlo familiare e civile, traspare ogni volta che Robinson costruisce qualcosa, utilizzando i materiali che ha disposizione, quelli della nave e quelli che gli offre la natura incontaminata dell'isola).
  • C)è una forma di narrazione estremamente duttile anche dal punto di vista strutturale, libera, in un certo senso, dalle regole formali imposte al genere della poesia (chi scrive un poema epico deve attenersi a una serie di precetti stilistico-formali invariati dai tempi di Omero e Virgilio: narrazione impersonale in terza persona, personaggi di un certo tenore, linguaggio aulico-solenne ecc.): si scrivono infatti romanzi in prima o in terza persona, in forma epistolare o di racconto autobiografico, di tono patetico-sentilmentale (come la Pamela di S. Richardson) o invece ironico, parodico (come il Tristam Shandy di L. Sterne).
  • D)Consente di comunicare insegnamenti (come avviene spesso in Moll Flanders) o puro divertimento.

Perché il romanzo moderno nasce in Inghilterra?

Perché il romanzo moderno nasce in Inghilterra?
  • Non a caso il romanzo nasce e conosce i suoi primi significativi sviluppi nella progredita Inghilterra del Settecento che stava sperimentando profondi cambiamenti sociali e culturali a seguito della crescente industrializzazione: qui la borghesia esercitò sempre più un ruolo dominante non sul piano della produzione, sul piano economico, ma anche culturale e sociale.
  • Il motore della crescente industrializzazione del paese è la classe borghese che soppianta, almeno dal punto di vista economico, l’antico potere aristocratico (che mantiene tuttavia la sua centralità sul piano politico); è naturale dunque che il romanzo si sviluppi proprio nella nazione in cui la classe borghese è più avanzata.
  • A questo si aggiunge la presenza di un pubblico intellettualmente molto partecipe e attivo grazie all’alto tasso di alfabetizzazione: gran parte della popolazione, donne comprese, legge i giornali e acquista libri. Le donne in particolare sono avide lettrici ed è proprio al pubblico femminile che sono destinati i primi romanzi prodotti in questo periodo (anche Robinson Crusoe).
DAL SITO DEL LICEO MEDI DI SENIGALLIA-

Per approfondire vedi il testo di G. LUKACS Problemi di teoria del romanzo (in particolare i due saggi di Lukacs e di Bachtin) nel PDF QUI

09/05/17

Il Paradiso

La terza cantica della Commedia racconta la parte conclusiva del viaggio di Dante nel regno degli angeli e beati. Esso è il regno della luce, simbolo della beatitudine e della spiritualità ma anche della gloria e della potenza di Dio.  Nell’ultimo canto il protagonista raggiunge il fine ultimo della sua impresa, ottenendo di poter contemplare la luce divina.
Il viaggio di Dante nell’aldilà si svolge nella settimana santa del 1300, tra il mezzogiorno della domenica di Pasqua e il mezzogiorno del Lunedì dell’Angelo.

02/05/17

Italo Calvino


Per Calvino bisogna parlare di un narratore di scritture diversissime, tra il genere realistico, quello fantastico e lo sperimentale; egli è inoltre stato  un formidabile saggista e intellettuale attento agli avvenimenti mondiali, che intervenne spesso sui giornali, insieme a Pasolini.





26/04/17

Eugenio Montale


(Montale anziano a tavola con l'attore Carmelo Bene)




24/04/17

Giovanni Pascoli


                                                                           
                                    
UN ARTICOLO SUL SOLE 24ORE SOTTOLINEA LA MODERNITA' DEL POETA 

23/04/17

L'età del DECADENTISMO

L'Età del Decadentismo

Le componenti culturali  del Decadentismo  vanno individuate nel "superomismo" di Nietzsche, nell' "intuizionismo" di Bergson e nella scoperta dell'inconscio di Freud.

21/02/17

Giacomo Leopardi




(la scheda informativa del film con riflessioni nella pagina a parte)
www.leopardi.it : sito dedicato all'autore, con tutte le opere

20/02/17

Luigi Pirandello



     Io penso che la vita è una molto triste buffoneria,
poiché abbiamo in noi,
senza sapere né come né perché né da chi
la necessità di ingannare di continuo noi stessi
con la spontanea creazione di una realtà
(una per ciascuno e non mai la stessa per tutti)
la quale di tratto in tratto si scopre vana e illusoria.


     Chi ha capito il gioco non riesce più a ingannarsi;

ma chi non riesce più a ingannarsi
non può più prendere né gusto né piacere alla vita.
Così è.
Luigi Pirandello

(Dalla lettera autobiografica inviata a Filippo Sùrico,
direttore del periodico romano Le Lettere
e pubblicata sul nel numero del 15 ottobre 1924.)

Biografia e opere                       

http://www.pirandelloweb.com/

22/01/17

Italo SVEVO



Saggio: La "conoscenza" di Svevo? 
(prefazione a La Coscienza di Zeno editore Barbera, di Magda Indiveri)

Dedicato a Zeno...
“È cosa evidente e osservata tuttogiorno, che gli uomini di maggior talento sono i piú difficili a risolversi tanto al credere quanto all’operare; i piú incerti, i piú barcollanti e temporeggianti, i piú tormentati da quell’eccessiva pena dell’irresoluzione; i piú inclinati e soliti a lasciar le cose come stanno; i piú tardi, restii, difficili a mutar nulla del presente, malgrado l’utilità o necessità conosciuta. E quanto è maggiore l’abito di riflettere e la profondità dell’indole, tanto è maggiore la difficoltà e l’angustia di risolvere”.  
(G. Leopardi, Zibaldone,  Recanati 1821)