21/09/14

Alla sera, un sonetto esemplare

QUI analisi retorica molto precisa:
http://www.fareletteratura.it/2012/01/20/analisi-del-testo-alla-sera-di-ugo-foscolo/
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Tra i sonetti del Foscolo, il sonetto Alla sera ha un’importanza fondamentale non solo per i sonetti ma anche per tutta l’opera di Ugo Foscolo. Infatti il sonetto Alla sera si pone come superamento delle Ultime lettere di Jacopo Ortis e come anticipazione dei Sepolcri.
                                        Alla Sera 
Foscolo, Alla Sera, sonettiForse perché della fatal quïete
Tu sei l'imago a me sì cara vieni
O sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquïete
Tenebre e lunghe all'universo meni
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
                                       che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
                                      questo reo tempo, e van con lui le torme

                                     Delle cure onde meco egli si strugge;
                                     e mentre io guardo la tua pace, dorme
                                    Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge. 


ANALISI PER LIVELLI
1. strutturale e metrico: si tratta di un sonetto con schema ABAB ABAB CDC DCD. Questo schema è piuttosto innovativo rispetto alla tradizione di questo genere poetico.
2. fonico: il sonetto risulta da un complicato intreccio di corrispondenze foniche. Oltre all'allitterazione della /s/ ("sempre scendi... secrete… soavemente"7-8, in combinazione con l’assonanza della /e/) sono frequenti altre assonanze e consonanze (la più forte è "questo reo tempo"11), anche spurie, in combinazioni come "guardo la tua pace"13.
3. sintattico: il sonetto può essere diviso in due parti corrispondenti a due ampi discorsi, il primo dominato dalla quiete e il secondo dal movimento. Sono molti gli enjambement che allungano il ritmo del verso provocando un effetto di sospensione. L'equilibrio formale del componimento è tuttavia ottenuto anche con altre soluzioni come parallelismi ("le nubi estive e i zeffiri sereni"4) e inversioni (vedi soprattutto l'iperbato "inquiete / tenebre e lunghe"5-6), mentre l'anafora "e quando... e quando"3-5 separa immagini che si riferiscono rispettivamente all'estate e all'inverno.
4. lessicale: le parole-chiave della poesia sono "sera" e "quiete", rilevate anche dal fatto che si trovano entrambe in posizione significativa, la prima dopo il lungo enjambement dei vv. 1-2, la seconda in chiusura del v. 1. Al v. 13 la stessa funzione di "quiete" viene assolta in parte dal termine "pace". La poesia si configura come un gioco di richiami tra la sera e la pace, da intendersi pertanto sia come pace eterna (la "fatal quïete"1, ma anche il "nulla eterno"10), sia come tregua dall'inquietudine dello "spirto guerrier"14. Nella prima parte la sera è associata a immagini di quiete. Nella seconda il ritmo varia, sebbene ai termini che indicano movimento ("Vagar"9, "fugge"10, "van", 11) segua nella terzina finale una nuova stasi ("guardo... dorme"13).
Il movimento richiama lo scorrere del "reo tempo" (e non si può far notare qui la corrispondenza intertestuale con il "fugerit invida aetas" oraziano). Tutta la poesia è dominata, anche a livello lessicale, da una forte impronta soggettiva. Ne sono testimonianza i frequenti pronomi personali e aggettivi possessivi. Il linguaggio è medio-alto. Mancano infatti termini molto ricercati e aulici, caratteristica formale tipica del neoclassicismo.

5. retorico-semantico: la sera appare come la personificazione di una divinità.

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http://www.internetculturale.it/opencms/directories/ViaggiNelTesto/foscolo/b17.html


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Lucrezio e Foscolo


Non a caso il sonetto Alla sera , composto da Ugo Foscolo nel 1803, è stato inserito dallo stesso Foscolo in testa ai dodici Sonetti 
Rivolgendosi direttamente Alla Sera, nel primo dei sonetti, il Foscolo ci confida che l'apparizione della sera lo induce a meditare sulla vita e sulla morte, sul «nulla eterno», condizione dell'uomo che si configura come un annullamento totale e definitivo. Ma a questa dimensione indefinita ed infinita (” Forse perché…”) si contrappone il tempo, elemento immediato e fuggente che passa rapido recando con sé avversità indicibili, nel suo processo di autoconsunzione. E mentre il Foscolo contempla il silenzio e la pace della sera la sua anima attanagliata dalla rivolta interiore, si placa e gli dona attimi di godimento, di dolcezza e di riposo.
Nei Sonetti Ugo Foscolo non sente la vita come una drammatica sfida perdente col destino come nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis ; anzi nel sonetto Alla Sera sente la vita come un dolce perdersi. Proprio gli ossimori “fatal quiete, “nulla eterno” esprimono la contraddittorietà dei sentimenti : nel sonetto Alla Sera la fatalità è dolce e piena di pace, il nulla non è vuoto ma eterno. La sera, posta tra la fine del giorno e l’inizio della notte , tra la lucidità razionale della filosofia illuministica del giorno e la drammaticità del mito romantico di Amore e morte della notte, rappresenta un momento di pace, di sospensione del giudizio razionale , di abbandono alla dolcezza dell’atmosfera e della natura. La parola chiave del sonetto Alla sera di Ugo Foscolo per me ,forse, è la parola “Forse” (“Forse perché…”) .
La parola forse è una delle parole più poetiche e filosofiche in generale ma nel sonetto Alla sera apre al Foscolo
 la possibilità di abbandonarsi ad un dono che viene a lui in maniera gratuita, una sensazione così dolce e calda, come sono le sere greche sull’isola di Zacinto, un ritorno alla terra natia, alla madre.
” A me sì Cara vieni”: Foscolo non deve cercare il senso della vita e della morte con lo sforzo del pensiero , nè con l’azione rabbiosa del suo spirito guerriero. E’ proprio la sospensione del giudizio” forse perché”… che permette al Foscolo l’abbandono della lucidità della ragione e del sentimento romantico di amore e morte (vissuto sub specie patriottica della passione politica) per ritrovare la pace , al di là di tutte le filosofie sensistiche, al di là di tutti gli ideali politici che hanno portato Foscolo a combattere.
Nel sonetto Alla Sera Foscolo col dubbio( “ forse perché”) si apre all’ Illusione, quell’Illusione che Foscolo
 canterà nei Sepolcri e che sofferma il mortale al limitar di Dite”  (da voxnova)

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